Da un racconto di Tre Uomini, di Massimo Scognamiglio
Casa ufficio, ufficio casa.
Logline
Roma, 1985. Un impiegato modello si costituisce per l’omicidio della moglie e dei due figli. I corpi non si trovano, e lui, giorno dopo giorno, ricorda sempre meno di quello che ha fatto.
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La storia
Sveglia alle 6:30, la barba, il caffè portato a letto alla moglie, trentacinque anni nello stesso ufficio. Il 7 ottobre 1985 chiama il 113 e dice di aver ucciso la sua famiglia. Non vuole dire come, né dove sono i corpi.
Seguono mesi di interrogatori, una perizia psichiatrica, un avvocato d’ufficio che costruisce tutta la difesa sul dubbio. Poi salta fuori una lettera della moglie che sembra cambiare tutto. Il processo diventa una partita tra la confessione e l’assenza di prove, e il finale ribalta quello che lo spettatore pensava di aver capito.
Note
Un dramma giudiziario in pochi ambienti: la casa, l’ufficio del procuratore, l’aula. Con Il Bastardo e Il Giornalista può diventare anche una miniserie in tre episodi.
Immagini
